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L’America Migrante di Dorothea Lange

“Cenciosi, affamati, falliti…vivono nello squallore”. E’ il 10 marzo del ’36 quando il San Francisco News usa questo titolo per un articolo corredato da una fotografia che diventerà il simbolo della Grande Depressione americana, la “Migrant Mother” di Dorothea Lange. La nascita della fotografia documentaristica passa per un accampamento di contadini migranti stremati dalla fame, grazie a colei che diventerà una delle più prestigiose fotografe statunitensi, co-fondatrice nel 1952 della rivista Aperture, nonché la prima fotografa a cui il MoMa dedicò una retrospettiva nel 1965, pochi mesi prima della morte.

Fino al 24 Febbraio, dopo il successo riscontrato con la retrospettiva dedicata a Ruth Orkin, il Museo Civico di Bassano del Grappa ospita circa 200 scatti di Lange – risalenti alla produzione degli Anni Trenta-Quaranta – incentrati su temi anche oggi più che mai attuali, dalla crisi climatica, alle migrazioni, alle discriminazioni che segnarono quell’epoca, protrattesi fino ai nostri giorni.

Sarà, fra l’altro, l’occasione per approfondire la realizzazione di “Migrant Mother’ anche dal punto di vista didattico: cinque scatti per trovare quello “giusto” nell’insieme di altre, potentissime, immagini catturate in quell’accampamento a Nipomo, in California, dove imperversavano disillusione e miseria. 

La mostra è a cura di Walter Guadagnini e Monica Poggi.

Photo Credit © U.S. Embassy The Hague

https://www.museibassano.it/it/pagina/museo-civico

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