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Cambiamo storia?

A scapito delle “good news”, a fare notizia sono troppo spesso conflitti e vicende drammatiche. Una narrazione parziale, strumentale, che offre solo una faccia della medaglia, contribuendo a mantenere in una sorta di ‘bolla informativa’ interi paesi e popoli che meritano, invece, di essere raccontati nelle loro ricchezze e potenzialità.

Si sente spesso dire, inoltre, che l’economia italiana ha bisogno di immigrati per andare avanti e per produrre ricchezza. Ma del ruolo di una particolare categoria di immigrati, gli artisti nell’economia del mercato culturale italiano e globale, si sa e si parla ben poco.

Eppure sono molti gli artisti – scrittori, registi, documentaristi, fotografi – che nelle loro opere si interrogano sul tema della migrazione denunciando l’assenza della voce dei migranti nell’opinione pubblica e sulla stampa.

In contrasto con questa cronaca monocolore, AVANGUARDIE MIGRANTI vi invita a cambiare prospettiva attraverso le storie degli artisti migranti stabiliti in Italia, ma non solo, ponti tra due mondi sempre più vicini.

Rifugiati, migranti e seconde generazioni: sono loro, infatti, gli indubbi protagonisti di questo Millennio che, portando usi e costumi dei paesi d’origine nei territori d’adozione, riescono a dare vita a eccellenze in vari settori, diversificando e arricchendo il tessuto artistico e socio-economico con nuove forme di espressione.

Oggi più che mai siamo tutti ibridi, tutti in movimento e anche la narrazione del mondo in cui viviamo deve necessariamente stare al passo coi tempi.

Photo Credit: © “Multicultural Faces” (2009), Geoff Allan, collage artist

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