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Kano, sartoria sociale inclusiva ‘made in Sicily’

Quando l’incontro tra artigiani siciliani e tessuti africani dà vita a creazioni uniche, emblematiche della ricchezza della contaminazione tra culture: accade in provincia di Messina grazie alla sartoria sociale Kanö, nata nel 2017.

La bottega-negozio aperta a Barcellona Pozzo di Gotto, in Via Garibaldi 108, non è solo un luogo di produzione, mostra e vendita di oggetti per la casa, vestiti su misura, gioielli, prodotti di cartoleria, ma un punto di incontro tra cittadini e culture diverse.

Kanö significa Amore in lingua Mandinga, quella parlata dal sarto-fondatore Faburama, gambiano, arrivato in Italia qualche anno fa. Decisivo l’incontro tra Faburama Cesay e due operatrici dello Sprar di cui era ospite – Marica D’Amico e Lucia Isgro – oltre a Tonino Mancuso, artista-artigiano che crea oggetti da cartoleria, nonché marito di Lucia.

“Tra i beneficiari dello Sprar abbiamo conosciuto tanti ragazzi con competenze e background diversi. C’è chi è più volenteroso e ha voglia di fare, chi invece meno, del resto come tra i nostri ragazzi. Ma un tratto comune a tutti è la loro spiccata creatività. Sono ingegnosi e fantasiosi e dal nulla riescono a creare il tutto. Noi invece compriamo quello che ci serve, quindi abbiamo perso questa abilità” dice Marica ad AVANGUARDIE MIGRANTI.

Con i colleghi Lucia e Tonino e con il creativo Faburama, sarto gambiano, nel 2017 hanno deciso di dare vita a Kanö con tanto entusiasmo e voglia di mettere insieme le competenze umane del territorio per valorizzarle. “Da subito abbiamo posto l’artigianato al centro delle attività per evitare una totale dispersione dei talenti. In questi due anni tutti insieme abbiamo creato una rete di artigiani che lavorano tessuti africani, ma non solo, mixando stili e materiali con creatività” racconta Marica con un’energia contagiosa. In provincia di Messina è la prima attività creata con questa progettualità e sta suscitando molta curiosità nella gente, sia residenti che turisti.

All’inizio tutte le creazioni – lampade, cuscini, tovaglie, orecchini, spille, collane, cartoleria e vestiti – erano in vendita soltanto online e da qualche mese anche nella bottega-laboratorio di Barcellona Pozzo di Gotto. “Prima ancora di essere un progetto commerciale Kanö è un progetto sociale che collabora con realtà locali già esistenti. Ci regaliamo qualcosa di bello a vicenda” sottolineano i fondatori della sartoria sociale. La bottega-negozio organizza presentazione di libri, aperitivi solidali, espone opere realizzate da artigiani locali e migranti, tra cui quadri in legno di un’artista irachena e opere di un’altra iraniana, Leyla Azad.

“La sartoria sociale è una scommessa sia personale che comunitaria. Ognuno mette sul tavolo da lavoro oltre alle forbici, all’ago e alle stoffe, il proprio tempo, la propria passione, la propria esperienza, la propria cultura, la propria formazione, il proprio stile di vita” ci spiegano gli animatori di Kanö. “Da noi parole quali intercultura ed integrazione diventano semplici e tangibili, tramite l’arte del “fare insieme”. Le stoffe colorate e rigorosamente fatte a mano, ci narrano e ispirano le creazioni, che diventano viaggi unici, risultato delle diverse mani che operano con arte sui tessuti” condividono con entusiasmo i fondatori della sartoria sociale.

Kanö è anche un ponte tra la Sicilia e l’Africa tramite la Onlus Anymore, nella quale Marica  è attiva dal 2009. Anymore Onlus gestisce progetti educativi, sportivi, agricoli e per le donne in Ruanda, Eritrea, Gambia e Uganda, oltre ad organizzare servizio civile in Italia e Ruanda (sede operativa) nei settori dei diritti umani, legalità e giustizia. “Una volta l’anno compriamo direttamente le stoffe sul posto – prevalentemente in Ruanda e in Gambia – e collaboriamo con i locali. In due bazar equosolidali dell’associazione vendiamo prodotti artigianali africani e cibo. Con il ricavato e le donazioni finanziamo i progetti in Africa” conclude la giovane donna siciliana, in attesa di partire per un nuovo viaggio.

Photo Credit: © Kanö

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