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“Prestami il tuo sogno”, mostra panafricana itinerante

Fino al 31 luglio a Casablanca in Marocco, parte ora in viaggio ai quattro angoli del continente la mostra itinerante panafricana intitolata “Prête-moi ton rêve” (“Prestami il tuo sogno”) una raccolta di opere di 28 artisti. Un progetto inusuale quello ideato dalla giovane Fondazione per lo sviluppo della cultura contemporanea africana (Fdcca) che farà scoprire i lavori di artisti africani proprio agli africani – a Abidjan a settembre, a dicembre a Dakar, poi Lagos, Cape Town e Addi Abeba – ancora prima che portarle fuori dal continente, per poi ritornare a Marrakech a giugno 2020.  

La Fdcca, creata nel 2018 dal gallerista Fihr Kettani e dall’imprenditore nel settore edile Mohamed Bouzoubaa, è presieduta dal principe marocchino Moulay Ismail. Questo road show è stato ideato dai commissari Brahim Alaoui e Yacouba Konate.

“Vogliamo focalizzarci sui valori comuni. Dimostrare anche che le difficoltà logistiche, spesso un pretesto per non far girare opere sul continente, in realtà non sono insormontabili” ha spiegato Alaoui. “Mostrare che non elemosiniamo all’estero poiché siamo capaci di organizzare noi stessi” ha sottolineato l’artista ivoriano Jems Koko Bi.

L’utopia di un panafricanismo artistico non è recente: è il fulcro delle attività del collettivo ‘Invisible Borders. The Trans African Project’ che dal 2009 organizza tour artistici sulle strade del continente. E’ anche una preoccupazione di fondo dell’ ‘African Artists for Development’ (ADD) che da tre anni fa circolare la mostra “Luce d’Africa” in quattro città del continente, tra cui Rabat, dove si concluderà il 15 agosto.

 “Dell’Africa conosco soltanto il Maghreb. Abbiamo tendenza a guardare verso nord. E poi il deserto che ci separa dall’Africa subsahariana è simbolicamente forte” ha riferito l’artista algerino Yazid Oulab, che espone in “Prestami il tuo sogno”. Per cominciare sono i costi degli spostamenti ad essere proibitivi per gli artisti – ma non solo per loro – oltre alle rare strutture culturali in loco. E la circolazione delle opere è complicata e costosa quanto quella degli esseri umani. Le spese andata-ritorno di opere tra Parigi e Rabat sono di circa 50 mila euro mentre lo scambio tra due città africane costa quattro volte di più in media. La prima tappa marocchina di “Prestami il tuo sogno” è costata 400 mila euro e per quelle successive il budget è di 200 mila, finanziati de mecenati, che comprendono spese logistiche e residenza in loco degli artisti.

Incentrata sull’Africa del Nord e occidentale, “Prestami il tuo sogno” testimonia della diversità artistica del continente: pitture astratte di folle modernità del marocchino Mohamed Melehi, acquerelli di Yazid Oulab e Bathélémy Toguo sul tema delle radici, i simbolici politici intrecciati di Abdoulaye Konaté, i film di animazione politici del sudafricano William Kentridge, i ritagli geometrici e ambigui di Zoulikha Bouabdella.

Criticata la prima tappa di Marrakech per la scelta della sede – una villa del lussuoso quartiere di Anfa, dopo aver dovuto rinunciare ad un edificio storico della Medina non servito dall’energia elettrica – e il vernissage con ospiti del calibro dei Black Eye Peas e altre star non proprio panafricane.

A margine hanno riscontrato un discreto successo la mostra omaggio dedicata a Farid Belkahia, organizzata dalla giovane Fatima-Zahra Lakrissa, che ha fatto conoscere disegni ispirati a Paul Klee, raramente mostrati. Nel cuore della Medina la curatrice Syham Weigant ha invitato quattro artisti marocchini tra cui Mohamed El Baz e Yassine Balbzioui.

Photo Credit : © Fondation pour le développement de la culture contemporaine africaine (Fdcca)  

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